Questo meccanismo è composto dai seguenti fattori:
1-Motilità del cervello e del midollo spinale;
2-Fluttuazione del liquido cerebrospinale;
3-Mobilità delle membrane intracraniche e spinali;
4-Mobilità articolare delle ossa craniche;
5-Mobilità involontaria dell’osso sacro tra le iliache.
All’interno del cranio e della colonna vertebrale non c’è nessuna muscolatura che possa sostenere un
movimento.
Soltanto alcuni muscoli esocranici, cioè quelli che influiscono sulla mobilità del cranio, s’inseriscono
sul cranio, ma non possono essere considerati per la sua mobilità.
Il MRP è, per così dire, il motore, o meglio il meccanismo che descrive e consente i delicati
movimenti involontari dell’organismo.
Il termine Cranial Rithmic Impulse -CRI- tradotto in Impulso Ritmico Cranico -IRC- fu coniato
dagli psichiatri e osteopati Woods e Woods perché altri medici potessero palpare e valutare
questo movimento, senza averlo confrontato col principio del meccanismo
respiratorio primario. L’ IRC come termine doveva originariamente definire, indipendentemente dai
tentativi di spiegazione di questo ritmo, soltanto i movimenti misurabili, fisiologici, involontari e ritmicidi espansione e retrazione del cranio, specialmente dell’asterion (punto di incontro dell’osso
parietale, dell’osso temporale e dell’osso occipitale).
Il meccanismo si chiama primario perché è collegato direttamente alla respirazione dei tessuti interni
del sistema nervoso centrale, che regola la respirazione polmonare e le restanti funzioni corporee
(esempio: gli importanti centri del quarto ventricolo).
Inoltre esso entra in azione prima della respirazione polmonare, secondo l’opinione di alcuni
all’incirca nel quinto mese di vita fetale e si può ancora percepire anche da minuti ad ore dopo la
morte.
Riguardo a ciò, Sutherland indicò come sistema respiratorio secondario la respirazione
polmonare, poiché questa è controllata dalla respirazione primaria.
Esso si chiama respiratorio perché rappresenta, come la respirazione polmonare, un processo ritmico
che ha a che fare coi processi di scambio......[continua ]



